domenica 20 giugno 2010

UN MILIONE!

Quanti zeri ci vogliono per scrivere un milione?
1.000.000
UN MILIONE!!!
Abbiamo raccolto un milione di firme e siamo nella storia di questo paese. 
Visti i dati che ci arrivano da tutta Italia possiamo dire con certezza che ieri è stata apposta la milionesima firma per i 3 referendum contro la mercificazione dell'acqua. 
Manca ancora un mese alla consegna delle firme in Cassazione - anche se la campagna si chiude il 4 luglio - e questo numero impressionante potrebbe diventare ancora più grande. 
L'obiettivo è oggi quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011. 
Con questo entusiasmo, con questa partecipazione, con questa voglia di bene comune ce la possiamo fare, tutti insieme. 
Un milione di grazie ai tutti i cittadini che hanno firmato. 
E LA RACCOLTA FIRME CONTINUA!!!

lunedì 14 giugno 2010

è arrivato il Giro!!

è arrivato il Giro!!


Raccolta firme contemporanea in quattro piazze nissene, più di 30 ciclisti impegnati, oltre 70 chilometri percorsi, numerosissimi cittadini con documento di riconoscimento alla mano e pronti a firmare. 
Grande successo quello del Giro d’Italia dell’Acqua Pubblica, pedalata a sostegno del referendum contro la privatizzazione dell’acqua, organizzata domenica 13 giugno dal Comitato Referendario della provincia di Caltanissetta in collaborazione con l’ass. Risibike.
Il Giro d’Italia dell’Acqua Pubblica è partito da Santa Caterina intorno le ore 07.20 e - svolgendosi regolarmente - è passato per le piazze di Serradifalco, San CataldoCaltanissetta, per rientrare a Santa Caterina intorno le ore 12.30. 
Informazioni, istallazioni creative, musica, collegamenti in diretta radiofonica con Radio CL1... una vera festa in tutte le piazze per il passaggio del giro, e all’arrivo, nella piazza Garibaldi di Santa Caterina, i ciclisti sono stati accolti festanti da giovani allegri musicisti e tanta, tanta acqua.
L’alta temperatura e il forte caldo mattutino, ha ricordato a ciclisti , musicanti e partecipanti all'evento che l'acqua è un bene indispensabile necessario per la nostra esistenza e senza il quale non si può vivere: gestire l’acqua corrisponde a gestire un bene fondamentale che deve essere garantito ai cittadini.
Il Giro d’Italia dell’Acqua Pubblica è l’ennesimo evento organizzato dal Comitato Referendario provincia di Caltanissetta per l’Acqua Pubblica, per ribadire che l’acqua è un bene comune essenziale che deve essere gestito con logiche sociali, solidali, eque che tutelino la risorsa, che garantiscano l’accesso della risorsa a tutti ed esclusivamente in favore dei cittadini. Oggi il bene acqua è considerato merce e la gestione è affidata a multinazionali speculatrici che hanno come unico obbiettivo quello di specularci e far profitti.
Fino al 4 luglio prossimo si potrà firmare per il referendum per l’acqua pubblica, un grande gesto in sole tre piccole firme. L’acqua è come l’aria, l’acqua è vita: firmare per il referendum vuol dire tutelare un nostro bene comune!!
Presto pubblicheremo le date dei banchetti a Santa Caterina e in provincia. 
Per firmare contattaci qui.


mercoledì 9 giugno 2010

Giro d'Italia dell'Acqua Pubblica

Le firme aumentano di giorno in giorno, segno che il referendum contro la privatizzazione dell'acqua è in continua evoluzione.. 881.947 firme in Italia e oltre 5.100  nella provincia di Caltanissetta.. e la raccolta continua!!
I cittadini sono sempre più coscienti e consapevoli che fermare la privatizzazione della gestione dell'acqua sia la tappa principale e fondamentale per riaffermare l'acqua come bene comune che non può essere venduto e su cui non si può speculare! 

A ribadire che i cittadini sono i titolari di un diritto e non clienti che si servono di una merce ci saranno anche un gruppo di ciclisti che nella mattina di DOMENICA 13 GIUGNO si faranno promotori di questa battaglia di partecipazione democratica: l'acqua è un bene comune indispensabile che deve essere gestito secondo logiche che tutelino tutti i cittadini e che non favoriscono pochi ricchi mercanti.
Nelle piazze dei comuni di Santa Caterina Villarmosa, San Cataldo, Serradifalco e Caltanissetta, passerà il Giro d'Italia dell'Acqua Pubblica una pedalata per ribadire che una grande parte dei cittadini è contraria alla gestione affaristica dell'acqua, un momento di coinvolgimento provinciale per confermare la necessità di sottoscrivere i referendum contro la privatizzazione dell'acqua. 
Pedaliamo tutti insieme per raggiungere il traguardo della gestione pubblica dell'acqua.
Domenica scendi in piazza munito di documento di riconoscimento e vieni a firmare...ti aspettiamo!

Giro d'Italia dell'Acqua Pubblica in collaborazione con ass. Risibike
per partecipare e/o info contattaci qui

sabato 5 giugno 2010

Marì, currì u cannulu?

Marì, currì u cannulu?
Campagna referendaria contro la privatizzazione dell'acqua



firme raccolte fino ad oggi: 1.006 a S. Caterina - 797.543 in Italia
...e la raccolta continua!!

Acqua pubblica in RADIO!

La nostra voce in diretta radiofonica su RADIO CL1!!

Punto d'Intesa - trasmissione di Radio CL1 - ha dedicato uno spazio al referendum contro la privatizzazione dell'acqua ospitando una rappresentanza del Comitato Referendario della provincia di Caltanissetta. 
Per ascoltare la trasmissione di RADIO CL1 seguite le semplici istruzioni: cliccate qui, mettete in stop la diretta radio (lettore in alto a destra), cliccate su Punto d'Intesa ultima puntata (lista in basso a sinistra) e potrete ascoltare l' intervista!  


QUANTO NE SAI DELLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA?! compila il questionario (anonimo) clicca qui

mercoledì 2 giugno 2010

MILLE firme in paese..la raccolta continua!

MILLESEI firme a Santa Caterina...
Dall'inizio della campagna referendaria ad oggi, tante le sottoscrizioni raccolte nei vari banchetti allestiti dalla Rete Caterinese per l'Acqua. 
Il 30 e 31 maggio, durante la festa della Madonna delle Grazie, circa duecento cittadini si sono apprestati a sottoscrivere i tre referendum contro la privatizzazione dell'acqua. Un risultato che fa ben sperare anche perché il successo caterinese è confermato contemporaneamente dal dato nazionale: ad oggi, in Italia, le firme sono 797.543!

Venerdì 4 giugno saremo ospiti in diretta radiofonica alle 17.15 circa su RADIO CL1. SINTONIZZATEVI su RADIO CL1 alla frequenza 94.300  o al sito web http://mediacenter.radiocl1.it
  
Da qui a luglio lanceremo eventi, feste, spettacoli per coinvolgere sempre più italiani in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli speculatori dall'acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni.
L'acqua è un bene comune: tutti sono chiamati a difendere il diritto all'acqua, nessuno si senta escluso!

lunedì 24 maggio 2010

Acqua: NON CONFONDIAMO referendum DIVERSI!

HO FIRMATO PER L'ACQUA nel BANCHETTO dell'ITALIA DEI VALORI di DI PIETRO?! E' LA STESSA COSA?! NO!
Italia dei Valori e Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua: gli obiettivi dei referendum proposti NON sono gli stessi!

Coscienti della necessità di una rivoluzione nella normativa nazionale in materia di gestione del servizio idrico, la società civile unita nel Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua costituisce il COMITATO PROMOTORE del Referendum per l'acqua pubblica "L'ACQUA NON SI VENDE" e apre  trasversalmente a tutte le realtà nazionali e territoriali l'accesso al comitato sostenitore dei tre quesiti referendari.
Così al tavolo per il referendum si unirono tutte le forze politiche, sindacali, civiche, dando vita a una vastissima coalizione sociale. L'idv di Di Pietro entra in un primo momento nel forum nazionale per l’acqua ma, a cose fatte, ribalta  la decisione presa e tenta la fuga solitaria due giorni dopo la conferenza stampa ufficiale di presentazione del referendum del Forum nazionale..
L'idv presenta tre referendum su TRE MATERIE DIVERSE: su legittimo impedimento, acqua e nucleare.
Noi presentiamo tre referendum SULLA STESSA MATERIA: ripubblicizzazione della gestione dell'acqua.
Noi del Comitato Referendario della prov. di Caltanissetta - così come a livello nazionale - invitiamo i cittadini a firmare  PRINCIPALMENTE il referendum proposto dal Forum dei movimenti per l'acqua. 
Con il referendum dipietrista si vuole fare solo un buco nell'acqua:. Con il nostro vogliamo fare UN BUCO NEL GROSSO SISTEMA MONDIALE SPECULATIVO DELLA GESTIONE DELL'ACQUA!
NON FATE CONFUSIONE SUI DUE REFERENDUM, CHIEDETE SEMPRE COSA STATE FIRMANDO!

PERCHÉ' FIRMARE IL REFERENDUM DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA?!
Alberto Lucarelli, professore ordinario di istituzioni di diritto pubblico dell’Università degli studi di Napoli Federico II -r edattore dei 3 quesiti referendari sull’acqua pubblica promossi dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua - prova a metterli a confronto.
Di Pietro ha presentato un quesito referendario apparentemente analogo a quello dei movimenti. La cosa sta suscitando numerose polemiche, anche all'interno dell'Idv. Per sgombrare il campo da ogni dubbio, mettiamoli a confronto.
Il primo aspetto da sottolineare è che, nel caso in cui il referendum dipietrista dovesse vincere, rimarrebbe sostanzialmente in piedi il modello di cui all'art. 150 del d.lgs n. 152 (il cosiddetto codice dell'ambiente). Ovvero i tre modelli già previsti e regolati dall'art. 113 del testo unico degli enti locali, come modificati da successivi interventi normativi. Si applicherebbe infatti la suddetta disposizione: «Tutte le forme di affidamento della gestione del servizio idrico integrato devono avvenire in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo n. 152 del 2006». Rivivrebbero dunque i modelli di gestione: pubblico, misto e in house (società pubbliche).
I quesiti formulati dal Forum dei movimenti per l'acqua hanno come obiettivo politico dichiarato, invece, di scardinare questi tre modelli che, seppur con tonalità differenti, orbitano, chi più chi meno, nella dimensione privatistica. In questo senso si era già espressa la commissione Rodotà, riconducendo l'acqua nella categoria giuridica dei beni comuni e come tale oggetto di gestione esclusivamente pubblica. Dunque, a differenza della maggior parte dei Paesi dell'Unione Europea, ai comuni sarebbe impedito, per la gestione, ricorrere ad un soggetto di diritto pubblico, andando ben oltre le previsioni sulla concorrenza e le liberalizzazioni poste dal diritto comunitario. Si tratta pertanto di un quesito che non coglie lo spirito di fondo dei referendum presentati dal forum, riportandosi piuttosto alle norme e ai modelli che hanno avviato la privatizzazione nel nostro paese, senza incidere sulle gestioni "privatistiche" tuttora presenti presenti sul territorio.
È necessario dunque, e al più presto, un chiarimento politico. Occorre chiarire se l'Idv abbia presentato tale quesito attribuendogli il significato di "quesito di riserva" rispetto ai quesiti principali, con l'obiettivo di tentare di blindare il modello privatistico in house, oppure se sia stato presentato come antagonista. Io credo, seppur con valutazioni diverse, che in tutti i due casi tale iniziativa crei disorientamento, tenda a frazionare la straordinaria coalizione sociale e politica sorta intorno al referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua, ma soprattutto non colga lo spirito più profondo che ha spinto il popolo dell'acqua a scendere in piazza, a mettersi in gioco, per una battaglia che in senso più ampio può essere vista come in difesa della Costituzione e dei diritti fondamentali. Una battaglia di civiltà, per citare Gianni Ferrara.
Il laboratorio sui beni comuni messo in campo andrà comunque avanti, ben consapevole di voler declinare dall'acqua un nuovo modo di fare politica, attraverso una «militante democrazia della partecipazione», attraverso una lettura corretta dei principi costituzionali, primo fra tutti dell'art. 43 che recita: «Ai fini di utilità generale la legge può riservare... allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscono a servizi pubblici essenziali... ed abbiano carattere di preminente interesse generale». È proprio questo il modello pubblico partecipato da cui ripartire.

VAI - intervista prof. Lucarelli sui due referendum

sabato 22 maggio 2010

Non mi riconosco più nel Tg1..

Non mi riconosco più nel Tg1: Maria Luisa Busi avrà letto la nostra e-mail?!
Il 12 febbraio 2010 scrivevamo LA LETTERA AL TG1... DELLE FAVOLETTE, una lettera  indirizzata alla redazione del TG1 dove esprimevamo il nostro disappunto sulla linea  editoriale scelta:  ciò che viene rappresentata dal telegiornale è un'Italia e un Mondo sempre meno corrispondenti alla realtà!!! La lettera si è trasformata in una mailbombimg.
In questi giorni la lettera della conduttrice Maria Luisa Busi allo staff del tg1: "Un giornalista puo' togliere la firma, una conduttrice puo' togliere la faccia" ..
ROMA - "Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto". E' questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l'intenzione di abbandonare la conduzione del Tg1 1. La missiva, tre cartelle e mezzo affisse nella bacheca della redazione del telegiornale, è indirizzata al direttore Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della Rai Mauro Masi, al presidente dell'azienda Paolo Garimberti e al responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi. Ecco il testo integrale.
"Caro direttore  ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me  una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori".
"Come ha detto  il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale".
"Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E' stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del Tg1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti  perché negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo.
E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".
"L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale".
"Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.  Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E' lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori".
"I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica".
(....)
E conclude: "Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità.
Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere". (fonte La Repubblica)

martedì 18 maggio 2010

516.615

516.615 firme raccolte in meno di un mese di banchetti e iniziative in tutta Italia. 
Nella provincia di Caltanissetta 3.050.
SPETTACOLARE! Segno di un GRANDE RISVEGLIO POPOLARE! 
Più siamo più peso avrà la campagna, più forte potremo gridare che l'ACQUA è UN BENE COMUNE INDISPENSABILE sul quale nessuno può speculare. L'acqua deve essere gestita in maniera equa, sociale e solidale!!
Io ho già firmato...e tu?!

domenica 16 maggio 2010

Acqua: grande partecipazione a Resuttano

Piazza Roosevelt, Resuttano, teatro di una vera e propria partecipazione civica. Argomento: ACQUA. 
Numerosi cittadini resuttanesi si sono avvicinati al banchetto informativo proposto nel pomeriggio di domenica 16 maggio dalla Rete Caterinese per l'Acqua.
Dalla piazza il messaggio è sempre più chiaro: l'acqua è un bene comnune e in quanto tale non può essere soggetto a profitti e speculazioni da parte dei privati. L'acqua è dei cittadini, l'acqua è nostra e deve essere gestita in modo che si curino solo i nostri interessi! 
Più di 80 sottoscrizioni ai tre quesiti referendari in favore dell'Acqua Pubblica.
 
Da oggi sarà possibile firmare, con un documento di riconoscimento, presso il COMUNE DI RESUTTANO (rivolgetevi all'ingresso per sapere dove firmare). 
Ricordiamo che tutti possono farsi promotori della raccolta firme! Cittadini, associazioni, gruppi spontanei, politici, sindacali..
Coloro i quali vogliano proporre i banchetti di raccolta firme o curare la campagna referendaria nel territorio di Resuttano possono contattare il Comitato Referendario della provincia di Caltanissetta:

Sebastiano Di Martino, tel. 328-8384417, comitatoreferendariocl@gmail.com o clicca qui